I babilonesi e gli egizi

I babilonesi

I babilonesi, popolo antichissimo dedito all'agricoltura, furono forse i primi a descrivere le loro abitudini alimentari e a citare la birra. Pare che disponessero di innumerevoli tipologie di birra e che addirittura parte del salario fosse pagato con questa bevanda. 

Nel poema babilonese della creazione (Enuma elish) viene descritto un banchetto indetto per trovare un campione da fare combattere contro la dea Tiamat che voleva annientarli:

"Davanti ad Anshar essi arrivarono, furono riempiti di gioia, si abbracciarono fra di loro, sedettero in consiglio, presero la parola, si sedettero al festino, mangiarono cereali, si dissetarono con birra forte, di dolce cervogia riempirono le coppe. A furia di bere birra avevano il corpo sazio, si sentivano fiacchi, il loro cuore era colmo di gioia..."

Per i Babilonesi condividere il desco, le bevande, il cibo e il sale simboleggiava l'amicizia e l'intimità delle persone che spartivano le pietanze. Infatti ogni accordo suggellato da individui o famiglie doveva svolgersi a tavola, e le bevande e il cibo facevano da contrappunto materiale al contratto scritto nel quale veniva riportata la formula "Abbiamo mangiato il pane, abbiamo bevuto la birra e ci siamo unti di olio". 

La birra però non era solamente bevanda uffciale e solenne di banchetti e contratti, ma era soprattutto bevanda da locanda. I cabaret erano le taverne dedicate ai viandanti e agli uomini. Erano presenti in ogni villaggio della Mesopotamia ed erano gestite da donne. A tal riguardo il codice di Re Hammurabi (1792-1750 a.C.) cita più volte i cabarets:

Babilonesi ed Egizi

  • "Se una sacerdotessa naditum o una sacerdotessa entum non di clausura ha aperto la porta di un cabaret o vi è entrata per bervi della birra, questa donna sarà bruciata"
  • "Se una taverniera non ha voluto ricevere dell'orzo come forma di pagamento per la birra, ma dell'argento al prezzo più alto o se ha ridotto la quantità di birra rispetto alla quantità di orzo, questa taverniera, se ritenuta colpevole, sarà gettata in acqua"
  • "Se una taverniera ha dato un orcio di birra a credito, potrà rivendicare 50 litri di orzo dal raccolto"

 

Gli egizi

Pare che orzo, grano e farro venissero coltivati dagli egizi già dal 4000 a.C. , grazie al Nilo che con le sue periodiche inondazioni rendeva la zona estremamente fertile. 

Per gli egizi grano e orzo erano la base della dieta giornaliera e con questi veniva fabbricato il pane e la birra (chiamata heckt o hqt). La preparazione di quest'ultima, considerata dono del dio Ra, è conosciuta grazie alle numerose rappresentazioni trovate nelle tombe private. Questa primordiale bevanda assomiglia molto al buza prodotto ancora oggi in Sudan: si mette a fermentare acqua, grano schiacciato e pane non completamente cotto (per non ucciderne i lieviti). Il liquido derivante viene filtrato e lasciato depositare in contenitori di terracotta.

Gli egizi, ingegnosi com'erano non conoscevano solo una tipologia di birra, ma vi era quella dolce, quella rossa e quella nera oltre ad una di importazione siriana. Inoltre la utilizzavano per motivi medicinali e rituali, aromatizzandola con frutti o con liquore di dattero.

Considerata nutriente e buona, veniva spesso data alle madri in periodo di allattamento e usata anche per svezzare i bambini (ovviamente diluita con miele e acqua).

A differenza dei Sumeri e dei Babilonesi, in Egitto la birra era predominio degli uomini, poichè associata ai templi e prodotta in scala quasi industriale.