La birra in America

AmericaLa storia brassicola Americana è abbastanza recente, fatta eccezione per la Chicha, una bevanda fermentata a base di Mais e prodotta nell'America del sud sin dall'età precolombiana. Si tratta di una bevanda a bassa gradazione, che viene ancora oggi prodotta dalle donne, che masticano e sputano il mais, attivando così dei processi enzimatici simili al germogliamento. Questo mais masticato viene poi fermentato e filtrato tramite dei cesti di paglia. 

Per quanto riguarda il Nord America, la birra venne importata dai coloni, ma dato il facile accesso a superalcolici e a liquori economici, il consumo di birra calò molto. Nel 1800 il consumo di whiskey e rum era dieci volte superiore a quello di birra. Questa bevanda continuò ad esistere grazie soprattutto alle comunità di coloni Olandesi e Tedeschi che fondarono numerosi birrifici nei loro insediamenti, producendo lager ricche e scure. 

Alla fine del 1800 il pubblico venne catturato dall'immagine più moderna e modaiola della birra chiara in stile Pilsner, anche grazie al fatto che una birra più dissetante si adattava meglio al clima caldo della maggior parte degli Stati Uniti. L'arrivo del Proibizionismo diede un duro colpo alla produzione di birra e alcolici, creando però un mercato sommerso di prodotti scadenti. 

Alla fine del proibizionismo l'industria della birra si riprese ma mai completamente, poichè nel frattempo le produttrici di bevande gassate come la Coca-cola e la Pepsi avevano fidelizzato la maggior parte dei consumatori. La birra in America divenne sempre più una versione poco alcolica delle Soda, diventando sempre più leggera e povera di gusto a causa delle aggiunte di riso e mais. Il consumo della birra venne definitivamente associato alla casa, al tempo libero e allo sport, spostando parte dell'attenzione sul pubblico femminile.

Nel 1935 la Kruger Brewing Company presentò la prima birra in lattina, e fu subito grande successo. Le donne, responsabili degli acquisti domestici, trovarono questa nuova confezione molto comoda, poichè era facilmente raffreddabile, pesava poco e occupava meno spazio delle bottiglie.

Fra il 1950 e il 1960 le industrie di birra, nel tentativo di ampliare la quantità di consumatori, lanciarono birre sempre più economiche e di bassa qualità, che contenevano il minimo consentito di malto (50%). Nel 1970 la corsa per produrre birre sempre più economiche portò alla creazione di birre non marchiate, che in etichetta riportavano solo la scritta "BIRRA". Nel tentativo di fare birre a basso costo il gusto della birra peggiorò di pari passo con il ribasso del prezzo, e per rendere il gusto accettabile vennero usati moltissimi additivi, fra cui i sali di cobalto che miglioravano notevolmente la schiuma etc.

Nel 1980 molti di questi additivi vennero proibiti, ma la corsa al ribasso del prezzo non era finita. Si cercavano altri modi per abbassare i costi di produzione, e dato che con gli ingredienti avevano già toccato il fondo, i produttori cercarono disperatamente un modo per creare la produzione continua, ma fu un flop.

Infine il mercato americano si stabilizzò con l'arrivo delle birre Light. Nel 1975 Miller prese il suo marchio Lite, un marchio per le donne, e lo rilanciò orientandolo verso un pubblico maschile e fu un successo! Ma come tutti i successi si spinsero troppo oltre producendo nel 1993 la Miller Clear una birra talmente chiara da sembrare acqua e il gusto eliminato insieme al colore a causa di un'eccessiva filtrazione... il fallimento fu inevitabile.